-(으)ㄹ까요 e -(으)ㄹ 것 같다 — proporre, offrire e non essere sicuri in coreano
Due costruzioni che compaiono 349 volte nel coreano di questo sito. Una è in tutti i programmi per principianti e continua a uscire storta, l'altra quasi in nessuno. Insieme sono il modo in cui il coreano chiede le cose e il modo in cui evita di dirle di petto.
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Perché queste due, insieme
Sulle 13.044 righe coreane distinte di questo sito — frasi intere e voci di vocabolario insieme — -(으)ㄹ까요? compare 226 volte e -(으)ㄹ 것 같다 123.
Fanno 349 righe, senza sovrapposizioni, e sono quasi tutte frasi: nessuna delle due si affaccia in una lista di parole. Stanno in un articolo solo perché fanno lo stesso lavoro alle due estremità della frase: ti impediscono di affermare.
| -(으)ㄹ까요? | 226 — proporre, chiedere il permesso, offrire, richiedere |
| -(으)ㄹ 것 같다 | 123 — «mi sa che», usato molto più di quanto lo useresti tu |
Una cosa il lettore italiano ce l'ha già in tasca: l'idea che incertezza e cortesia si scrivano nel verbo. Il congiuntivo dopo penso che, il condizionale di vorrei, il futuro di sarà stanco fanno quel mestiere. La differenza è dove finisce il segnale: in italiano sul verbo che regge, in coreano in fondo, attaccato alla frase già fatta.
-(으)ㄹ까요? — una desinenza, tre mestieri
La forma è il modificatore di futuro -(으)ㄹ più 까요: trasforma un'affermazione in qualcosa che sottoponi all'altro invece di comunicarglielo. In italiano non c'è un'unica forma corrispondente — andiamo?, che ne dici di…?, posso…?, ti aiuto?, secondo te…?: cinque strade per una desinenza sola.
| 어디서 만날까요? | Dove ci vediamo? — si decide insieme |
| 3시에 만날까요? | Ci vediamo alle 3? — una proposta |
| 뭐 시켜 먹을까요? | Che ne dici di ordinare qualcosa? — una proposta |
| 건배할까요? | Facciamo un brindisi? |
Nota che cosa fa l'italiano in quelle righe: presente indicativo, e il resto all'intonazione. Ci vediamo alle 3? è la stessa forma di ci vediamo alle 3. Il coreano invece marca la proposta: 3시에 만나요 vale anche «vediamoci alle 3», ma senza 까요 la decisione suona già presa e all'altro resta molto meno spazio.
Due di questi usi hanno una forma fissa e conviene impararli come blocchi: -아/어도 될까요? (52 delle 226) chiede il permesso, -아/어 드릴까요? (43) offre di fare qualcosa. Vengono subito.
E c'è una quarta famiglia che la divisione in tre si lascia sfuggire: -(으)ㄹ 수 있을까요? (33) punta la domanda verso chi ascolta — 그거 설명해주실 수 있을까요?, me lo saprebbe spiegare? — come fa l'uso dubitativo, 내일 비가 올까요?, secondo te domani piove? La desinenza dice soltanto «te la sto sottoponendo»; chi farà la cosa dipende dal verbo.
Chiedere il permesso — 해도 될까요? e il negativo più morbido
-아/어도 되다 alla lettera è «anche se lo fai, va»: cioè «va bene se…». Metti 까요 in fondo e hai il modo standard di chiedere qualunque cosa in Corea.
| 여기 앉아도 될까요? | Posso sedermi qui? |
| 가위 좀 써도 될까요? | Potrei usare le forbici? |
| 부탁 하나 해도 될까요? | Posso chiederle un favore? |
| 부탁 하나 하면 안 될까요? | Lo stesso favore, chiesto in punta di piedi |
Guarda le ultime due: la stessa richiesta, in positivo e in negativo. Ci sono tutte e due su questo sito. -(으)면 안 될까요? — alla lettera «non andrebbe bene se…» — è la più morbida, perché consegna all'altro il rifiuto già confezionato: gli basta darti ragione.
Più spazio lasci al no, più la domanda è cortese. Dieci delle 226 usano questo telaio, e sono quelle che chiedono cose scomode — 물 한 잔 마시면 안 될까요?
La mossa in italiano la conosci: non è che potrei…?, le dispiacerebbe se…? La differenza è di soglia — da noi è un registro che tiri fuori quando la richiesta pesa, in coreano è il modo ordinario di chiedere anche un bicchiere d'acqua.
-아/어 드릴까요? — offrire di farlo tu
È la frase che commessi, padroni di casa e sconosciuti gentili dicono tutto il giorno: conviene riconoscerla prima di saperla produrre. 드리다 è la forma umile di 주다: abbassi il tuo atto di dare.
| 제가 도와드릴까요? | La aiuto? |
| 무엇을 도와드릴까요? | In che cosa posso aiutarla? — la frase del bancone |
| 스테이크는 어떻게 해 드릴까요? | Come le preparo la bistecca? |
| 어떻게 도와줄까요? | Stessa offerta con il semplice 주다 — fra pari |
L'ultima riga è il contrasto da tenere d'occhio: 드릴까요 ti abbassa rispetto a chi ascolta, 줄까요 no. 도와드릴까요 a un amico stretto non è sbagliato, è stranamente formale; 도와줄까요 a un cliente è l'errore che si nota.
Qui l'italiano ti lascia a piedi: un verbo che abbassa chi parla non ce l'abbiamo. Il Lei e il condizionale lavorano sull'altro; mi permetto di… è formula scritta, non parlato di negozio. È lo stesso doppio asse 주다/드리다 della guida agli onorifici, nel primo posto in cui ti serve.
-(으)ㄹ 것 같다 — e i tre modificatori
Alla lettera «è come una cosa che…». Quale modificatore attacchi decide il tempo, ed è esattamente il sistema della guida ai modificatori: qui quella grammatica si ripaga.
| 그 사람 널 좋아하는 것 같아. | Gli piaci — verbo, adesso (17) |
| 커피가 더 좋은 것 같아요. | Il caffè mi sembra meglio — aggettivo, adesso |
| 그래서 걔가 이사 간 것 같아요. | Mi sa che ha traslocato — verbo, passato |
| 굉장할 것 같아. | Sarà una cosa pazzesca — futuro o congettura (46) |
| 여기가 제 자리인 것 같아요. | Credo che questo sia il mio posto — 이다 prende 인 |
Le righe 2 e 3 hanno lo stesso -(으)ㄴ, ed è tutta lì la difficoltà: su un aggettivo vale adesso, su un verbo vale passato. Insieme fanno 58 delle 123, il gruppo più numeroso. La collisione non è di questa costruzione, è il sistema dei modificatori — per questo quella guida va letta prima. Le righe restanti sono la grafia colloquiale 거 같아요 per 것 같아요.
E qui cambia l'architettura. In italiano l'incertezza sta nel verbo che regge e da lì impone il modo: mi sembra che sia partito, congiuntivo perché lo chiede sembrare.
In coreano non c'è verbo reggente: 것 같다 sta in fondo e il tempo lo porta il modificatore dentro la frase. 가는 것 같아요, 간 것 같아요, 갈 것 같아요 sono tre tempi con la coda identica; chi traduce dall'italiano prova a mettere il tempo su 같다, e non funziona.
Per la quarta riga hai un appiglio ottimo: il futuro di congettura. Sarà stanco, saranno le tre non parlano di futuro, tirano a indovinare sul presente — ed è quello che fanno -(으)ㄹ 것 같다 e il suffisso -겠- di 맛있겠어요, dev'essere buono.
Dove il coreano attenua e l'italiano dice e basta
Questa è la parte che non si trasferisce. 그 사람 널 좋아하는 것 같아 non è «avrei l'impressione che forse gli piaci»: è gli piaci, detto da chi ne è abbastanza sicuro. Il coreano attacca 것 같다 alle opinioni per abitudine, e il 좋아해 nudo suona come se affermassi un fatto su un'altra persona — cosa un po' sgarbata.
La stessa abitudine trasforma 것 같다 in un rifiuto. 계속 술 마시면 안 될 것 같아요 non specula sul bere: è no, consegnato in modo che nessuno debba sentirselo dire.
Da noi la mossa esiste — non credo che riesca, sarebbe meglio di no — ma resta una scelta di garbo, mentre lì è il modo normale di dire di no. Se ti suona familiare, è la stessa manovra di -는데요 nella guida alle desinenze finali.
Cinque da azzeccare
좋는 것 같아요→ 좋은 것 같아요 — gli aggettivi prendono -(으)ㄴ학생는 것 같아요→ 학생인 것 같아요 — 이다 prende 인- 앉을까요? e 앉아도 될까요? sono corrette tutte e due ma non intercambiabili: la prima propone di sedersi, la seconda chiede se puoi
- 도와드릴까요 a un amico stretto: non è sbagliato, è stranamente formale
- Togliere 것 같다 da ogni opinione — 좋아해 su una terza persona afferma più di quanto intendi
Solo i primi due sono errori veri e propri; gli altri sono scelte che cambiano l'impressione che dai, ed è a questo che serve questo strato.
Come si prendono
Impara -아/어도 될까요? e -아/어 드릴까요? come formule fisse, non come grammatica da montare: sono le due che ti servono il primo giorno in Corea, una per chiedere e una per capire. Il -(으)ㄹ까요 generale verrà fuori da lì.
Con 것 같다 fa il contrario: nota quanto spesso chi parla la usa dove tu non l'avresti usata. Le raccolte parlate qui sotto ne sono piene, e lo shadowing ti mette l'attenuazione in bocca nella situazione che la richiede.
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