은/는 vs 이/가 — la particella coreana che fa inciampare tutti
Marcano entrambe il soggetto e non sono intercambiabili. Ecco la regola che funziona davvero.
In questa pagina
- La versione breve
- Le due costruzioni le hai già: «Il libro, l'ho letto» e «È stato lui a farlo»
- L'informazione nuova prende 이/가, quella nota prende 은/는
- È il verbo a decidere la particella, non la tua traduzione
- 은/는 lascia intendere un contrasto
- Una parola interrogativa che è soggetto prende 이/가, e la risposta la conserva
- Dove 은/는 non marca affatto il soggetto
- Sei errori tipici
- Come costruire l'istinto
La versione breve
이/가 punta il soggetto e dice proprio questo. 은/는 lo solleva e dice quanto a questo, spesso con un contrasto nascosto dietro.
L'idea è tutta qui; il resto della pagina è come si presenta nelle frasi vere. Prima però una cosa meccanica: la scelta tra 은 e 는, o tra 이 e 가, è solo questione di suono — 은 e 이 dopo consonante, 는 e 가 dopo vocale. Smetterai di pensarci nel giro di una settimana.
| 책이 있어요 | C'è un libro. — glielo stai indicando |
| 책은 있어요 | Il libro sì, ce l'ho. — …la penna forse no |
| 제가 했어요 | L'ho fatto io. — non un altro |
| 저는 했어요 | Io l'ho fatto. — e tu? |
Le due costruzioni le hai già: «Il libro, l'ho letto» e «È stato lui a farlo»
L'italiano marca il tema staccando un elemento a sinistra — Il libro, l'ho letto; A me il caffè piace — e il fuoco, cioè l'informazione che la frase porta, con una frase scissa: È stato lui a farlo; È questo libro che ho letto. Sono esattamente i due lavori di 은/는 e di 이/가.
| 그 책은 읽었어요. | Quel libro, l'ho letto. — dislocazione a sinistra: il libro è posato come tema |
| 그 책이 재미있었어요. | È quel libro che era interessante. — scissa: il libro è l'informazione nuova |
| 비가 와요. | Piove. — non «È la pioggia che cade»: qui 가 presenta il soggetto senza nessuna insistenza |
La corrispondenza è di funzione, non di forma, e la differenza pesa. Noi dislochiamo o scindiamo solo quando vogliamo insistere: la frase neutra Ho letto il libro non marca niente.
Il coreano una frase neutra non ce l'ha — per iscritto il soggetto porta sempre una particella, quindi scegli a ogni frase, con una sillaba e senza il peso di una scissa. Usa il test «X, …» contro «È X che…», ma non tradurre ogni 이/가 con una scissa: 비가 와요 è semplicemente piove.
L'informazione nuova prende 이/가, quella nota prende 은/는
È il test più affidabile, e spiega perché lo stesso nome cambia particella nel giro di due righe.
| 옛날에 할머니가 살았어요. | C'era una volta una nonna. — prima menzione, nuova per chi ascolta |
| 그 할머니는 아주 친절했어요. | Quella nonna era molto gentile. — ormai è nota |
Da noi questo lavoro lo fanno gli articoli: una nonna, poi la nonna. Il coreano non ha articoli, così il compito passa alla particella — ed è lì che il coreano nasconde il nostro un e il. L'analogia però finisce qui: 은/는 e 이/가 seguono il nome invece di precederlo e non segnano né genere né numero.
È il verbo a decidere la particella, non la tua traduzione
Quasi tutta la confusione tra 은/는 e 이/가 riguarda tema e fuoco. Questa sezione è un problema diverso, e per molti più grosso: certi verbi coreani pretendono una particella precisa, e non è quella che suggerisce la frase italiana.
| 친구를 만나요. | Incontro un amico. — 친구 è oggetto diretto in tutt'e due le lingue |
| 버스를 타요. | Prendo l'autobus. — pensando a salire sull'autobus ti verrebbe 에, ma il verbo vuole 를 (버스에 타다 esiste e vale salire a bordo) |
| 의사가 됐어요. | Sono diventato medico. — 되다 prende 가, non 를 |
| 한국어를 잘해요. | Parlo bene il coreano. — 잘하다 prende 를 |
| 저는 학생이 아니에요. | Non sono uno studente. — 아니다 prende 이/가 |
C'è una coppia da separare subito, e qui l'italiano ti aiuta parecchio. 좋다 è un aggettivo («è bello, è gradito») e prende 이/가; 좋아하다 è un verbo transitivo e prende 을/를. La corrispondenza con piacere è precisa: in mi piace il caffè il soggetto grammaticale è il caffè, esattamente come 커피 in 커피가 좋아요.
| 저는 커피가 좋아요. | Mi piace il caffè. — 커피 è il soggetto, come il caffè da noi |
| 저는 김치를 좋아해요. | Mi piace il kimchi. — qui però la sintassi è quella di adoro il kimchi: 김치 è oggetto, quindi 를 |
| ✗ — 좋다 non regge un oggetto: con 를 ci vuole 좋아해요 |
Niente di tutto questo si deduce da una regola. Impara il verbo insieme alla sua particella, in blocco — 친구를 만나다, 버스를 타다, 의사가 되다. È lo stesso modo in cui impari dipendere da e non «dipendere» più una preposizione da scegliere dopo.
은/는 lascia intendere un contrasto
Anche quando nessun secondo elemento viene nominato, 은/는 fa sentire a chi ascolta che sta per arrivare. È per questo che una frase all'apparenza innocua può cadere male.
| 김치는 좋아해요. | Il kimchi mi piace… (l'altra cosa no) |
| 김치를 좋아해요. | Mi piace il kimchi. — constatazione piatta, senza sottotesto |
Se un coreano ha accolto un tuo complimento con un mezzo sorriso, il motivo può essere questo: 한국어는 잘하시네요 si legge come il coreano, quello almeno, lo parli bene.
Una parola interrogativa che è soggetto prende 이/가, e la risposta la conserva
Una parola interrogativa prende 이/가 quando è il soggetto (누가 왔어요? · 뭐가 좋아요? · 어디가 아파요?), perché il senso stesso della domanda è il soggetto sconosciuto; e la risposta tiene 이/가, visto che fornisce proprio quell'incognita. Altrove la parola interrogativa prende un'altra particella o nessuna: 어디 가요?, 어디에서 만나요?, 뭐 먹었어요?
| 누가 왔어요? | Chi è venuto? |
| 동생이 왔어요. | È venuto mio fratello minore. |
| 동생은 왔어요. | Mio fratello, lui è venuto. — risponde a un'altra domanda |
Dove 은/는 non marca affatto il soggetto
은/는 si attacca ai temi, e un tema non deve per forza essere il soggetto: può stare su un tempo, un luogo o un oggetto. 이/가 questo non può farlo.
| 오늘은 바빠요. | Oggi, a differenza degli altri giorni, sono occupato. |
| 여기는 처음이에요. | Questo posto — è la prima volta che ci vengo. |
| 그건 저는 몰라요. | Quello io non lo so (qualcun altro magari sì). |
Sei errori tipici
- Usare 은/는 dappertutto. Sembra la scelta sicura perché i manuali la presentano per prima. Il risultato è che sembri contrapporre di continuo cose che non hai mai nominato.
- Usare 이/가 per presentarti. 제가 마이클이에요 vuol dire il Michele di cui parlavate sono io. Una presentazione normale prende 저는.
- Lasciar cadere la particella per iscritto. Il parlato lo fa di continuo, il coreano scritto no, e in un esame te lo segnano.
- Scegliere solo in base a consonante o vocale. Quello decide tra 은 e 는, non tra 은/는 e 이/가: sono due decisioni separate.
- Portare su 좋다 la sintassi di adorare. In adoro il caffè il caffè è oggetto, e viene spontaneo dire
커피를 좋아요. Con 좋다 vale il modello di piacere: 커피가 좋아요. - Indovinare la particella dalla preposizione italiana. Salire sull'autobus è 버스를 타요, essere bravo in coreano è 한국어를 잘해요, diventare medico è 의사가 됐어요 — mai 의사를. Decide il verbo: impara ogni verbo con la particella già attaccata.
Come costruire l'istinto
Le regole ti fanno passare un esame. A rendere automatica la scelta è sentire lo stesso schema centinaia di volte con un significato attaccato. Lo shadowing funziona proprio qui, perché la particella non è accentata ed è facilissima da saltare leggendo: pronunciare la frase ti costringe a produrla.
Esercitati con frasi brevi in cui una sola particella cambia il senso, e di' ad alta voce tutt'e due le versioni. Le raccolte qui sotto sono costruite su frasi tratte da video, così puoi sentire ciascuna nel suo contesto.
Quando 은/는 e 이/가 smetteranno di costarti fatica, le quattro famiglie successive sono 을/를, 에 e 에서, (으)로 e 도/만/부터/까지 — dove succede l'azione, a che cosa succede e come.
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