ShadowingKorean

은/는 vs 이/가 — la particella coreana che fa inciampare tutti

Marcano entrambe il soggetto e non sono intercambiabili. Ecco la regola che funziona davvero.

In questa pagina
  1. La versione breve
  2. Le due costruzioni le hai già: «Il libro, l'ho letto» e «È stato lui a farlo»
  3. L'informazione nuova prende 이/가, quella nota prende 은/는
  4. È il verbo a decidere la particella, non la tua traduzione
  5. 은/는 lascia intendere un contrasto
  6. Una parola interrogativa che è soggetto prende 이/가, e la risposta la conserva
  7. Dove 은/는 non marca affatto il soggetto
  8. Sei errori tipici
  9. Come costruire l'istinto

La versione breve

이/가 punta il soggetto e dice proprio questo. 은/는 lo solleva e dice quanto a questo, spesso con un contrasto nascosto dietro.

L'idea è tutta qui; il resto della pagina è come si presenta nelle frasi vere. Prima però una cosa meccanica: la scelta tra 은 e 는, o tra 이 e 가, è solo questione di suono — 은 e 이 dopo consonante, 는 e 가 dopo vocale. Smetterai di pensarci nel giro di una settimana.

있어요C'è un libro. — glielo stai indicando
있어요Il libro sì, ce l'ho. — …la penna forse no
했어요L'ho fatto io. — non un altro
했어요Io l'ho fatto. — e tu?

Le due costruzioni le hai già: «Il libro, l'ho letto» e «È stato lui a farlo»

L'italiano marca il tema staccando un elemento a sinistra — Il libro, l'ho letto; A me il caffè piace — e il fuoco, cioè l'informazione che la frase porta, con una frase scissa: È stato lui a farlo; È questo libro che ho letto. Sono esattamente i due lavori di 은/는 e di 이/가.

그 책 읽었어요.Quel libro, l'ho letto. — dislocazione a sinistra: il libro è posato come tema
그 책 재미있었어요.È quel libro che era interessante. — scissa: il libro è l'informazione nuova
와요.Piove. — non «È la pioggia che cade»: qui 가 presenta il soggetto senza nessuna insistenza

La corrispondenza è di funzione, non di forma, e la differenza pesa. Noi dislochiamo o scindiamo solo quando vogliamo insistere: la frase neutra Ho letto il libro non marca niente.

Il coreano una frase neutra non ce l'ha — per iscritto il soggetto porta sempre una particella, quindi scegli a ogni frase, con una sillaba e senza il peso di una scissa. Usa il test «X, …» contro «È X che…», ma non tradurre ogni 이/가 con una scissa: 비가 와요 è semplicemente piove.

L'informazione nuova prende 이/가, quella nota prende 은/는

È il test più affidabile, e spiega perché lo stesso nome cambia particella nel giro di due righe.

옛날에 할머니 살았어요.C'era una volta una nonna. — prima menzione, nuova per chi ascolta
그 할머니 아주 친절했어요.Quella nonna era molto gentile. — ormai è nota

Da noi questo lavoro lo fanno gli articoli: una nonna, poi la nonna. Il coreano non ha articoli, così il compito passa alla particella — ed è lì che il coreano nasconde il nostro un e il. L'analogia però finisce qui: 은/는 e 이/가 seguono il nome invece di precederlo e non segnano né genere né numero.

È il verbo a decidere la particella, non la tua traduzione

Quasi tutta la confusione tra 은/는 e 이/가 riguarda tema e fuoco. Questa sezione è un problema diverso, e per molti più grosso: certi verbi coreani pretendono una particella precisa, e non è quella che suggerisce la frase italiana.

친구 만나요.Incontro un amico. — 친구 è oggetto diretto in tutt'e due le lingue
버스 타요.Prendo l'autobus. — pensando a salire sull'autobus ti verrebbe 에, ma il verbo vuole (버스 타다 esiste e vale salire a bordo)
의사 됐어요.Sono diventato medico. — 되다 prende , non 를
한국어 잘해요.Parlo bene il coreano. — 잘하다 prende
저는 학생 아니에요.Non sono uno studente. — 아니다 prende 이/가

C'è una coppia da separare subito, e qui l'italiano ti aiuta parecchio. 좋다 è un aggettivo («è bello, è gradito») e prende 이/가; 좋아하다 è un verbo transitivo e prende 을/를. La corrispondenza con piacere è precisa: in mi piace il caffè il soggetto grammaticale è il caffè, esattamente come 커피 in 커피가 좋아요.

저는 커피 좋아요.Mi piace il caffè. — 커피 è il soggetto, come il caffè da noi
저는 김치 좋아해요.Mi piace il kimchi. — qui però la sintassi è quella di adoro il kimchi: 김치 è oggetto, quindi 를
저는 커피 좋아요. — 좋다 non regge un oggetto: con 를 ci vuole 좋아해요

Niente di tutto questo si deduce da una regola. Impara il verbo insieme alla sua particella, in blocco친구를 만나다, 버스를 타다, 의사가 되다. È lo stesso modo in cui impari dipendere da e non «dipendere» più una preposizione da scegliere dopo.

은/는 lascia intendere un contrasto

Anche quando nessun secondo elemento viene nominato, 은/는 fa sentire a chi ascolta che sta per arrivare. È per questo che una frase all'apparenza innocua può cadere male.

김치 좋아해요.Il kimchi mi piace… (l'altra cosa no)
김치 좋아해요.Mi piace il kimchi. — constatazione piatta, senza sottotesto

Se un coreano ha accolto un tuo complimento con un mezzo sorriso, il motivo può essere questo: 한국어는 잘하시네요 si legge come il coreano, quello almeno, lo parli bene.

Una parola interrogativa che è soggetto prende 이/가, e la risposta la conserva

Una parola interrogativa prende 이/가 quando è il soggetto (누가 왔어요? · 뭐가 좋아요? · 어디가 아파요?), perché il senso stesso della domanda è il soggetto sconosciuto; e la risposta tiene 이/가, visto che fornisce proprio quell'incognita. Altrove la parola interrogativa prende un'altra particella o nessuna: 어디 가요?, 어디에서 만나요?, 뭐 먹었어요?

왔어요?Chi è venuto?
동생 왔어요.È venuto mio fratello minore.
동생 왔어요.Mio fratello, lui è venuto. — risponde a un'altra domanda

Dove 은/는 non marca affatto il soggetto

은/는 si attacca ai temi, e un tema non deve per forza essere il soggetto: può stare su un tempo, un luogo o un oggetto. 이/가 questo non può farlo.

오늘 바빠요.Oggi, a differenza degli altri giorni, sono occupato.
여기 처음이에요.Questo posto — è la prima volta che ci vengo.
그건 저 몰라요.Quello io non lo so (qualcun altro magari sì).

Sei errori tipici

Come costruire l'istinto

Le regole ti fanno passare un esame. A rendere automatica la scelta è sentire lo stesso schema centinaia di volte con un significato attaccato. Lo shadowing funziona proprio qui, perché la particella non è accentata ed è facilissima da saltare leggendo: pronunciare la frase ti costringe a produrla.

Esercitati con frasi brevi in cui una sola particella cambia il senso, e di' ad alta voce tutt'e due le versioni. Le raccolte qui sotto sono costruite su frasi tratte da video, così puoi sentire ciascuna nel suo contesto.

Quando 은/는 e 이/가 smetteranno di costarti fatica, le quattro famiglie successive sono 을/를, 에 e 에서, (으)로 e 도/만/부터/까지 — dove succede l'azione, a che cosa succede e come.

Esercitati su questo

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