Le relative in coreano: 읽은 책, 읽는 책, 읽을 책 — senza «che»
L'italiano attacca la relativa dietro il nome; il coreano la mette davanti e scrive il tempo nella terminazione del verbo. Tre forme per i verbi, una per gli aggettivi.
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Il nome viene sempre per ultimo
L'italiano costruisce «il libro che ho letto ieri»: la relativa sta dietro il nome, aperta da che. Il coreano costruisce 제가 어제 읽은 책: la proposizione passa davanti e il relativo sparisce. Qualche aggettivo l'italiano lo antepone (un bel libro), una proposizione mai. Il verbo attaccato al nome porta una terminazione speciale, e il tempo abita lì.
| 제가 읽은 책 | il libro che ho letto — 책 chiude la sequenza |
| ✗ — la proposizione non segue mai il nome |
I verbi hanno tre forme — quattro con -던
-(으)ㄴ per il passato, -는 per il presente, -(으)ㄹ per il futuro o l'ipotetico. 은/을 dopo consonante, ㄴ/ㄹ dopo vocale — 보다 dà 본 / 보는 / 볼. Le radici in ㄹ perdono la ㄹ e si comportano come se finissero in vocale: 살다 → 산 / 사는 / 살, 만들다 → 만든 / 만드는 / 만들 — mai 살은.
| 읽은 책 | il libro che ho letto |
| 읽는 책 | il libro che sto leggendo |
| 읽을 책 | il libro che leggerò |
| 읽던 책 | il libro che leggevo — un passato rimasto aperto; non ogni imperfetto è -던 |
| 어제 온 사람 | la persona venuta ieri — stessa terminazione, ma qui il nome è il soggetto |
Non appoggiarti al participio italiano: in «il libro letto ieri» comanda la diatesi. La terminazione coreana è retta dal tempo e sul ruolo del nome tace: 읽은 책 e 어제 온 사람 hanno la stessa forma, ma lì il nome è oggetto e qui soggetto.
Gli aggettivi ne hanno una sola — e va a sbattere
Al presente gli aggettivi prendono -(으)ㄴ: una forma sola, dove i verbi ne hanno tre. Accettano anche -(으)ㄹ e -던; manca solo un presente distinto. L'aggettivo coreano si coniuga come un verbo (이 책이 좋아요, senza essere), e da lì viene questa terminazione.
| 예쁘다 → 예쁜 사람 | una persona carina |
| 좋다 → 좋은 책 | un buon libro |
| 크다 → 큰 집 | una casa grande |
La stessa terminazione è passato su un verbo e presente su un aggettivo. Non si ricava ragionando: è la prima cosa da sapere qui.
| 읽은 책 | passato — 읽다 è un verbo |
| 좋은 책 | presente — 좋다 è un aggettivo |
있다 e 없다 rompono la regola degli aggettivi
Ovunque altrove si comportano da aggettivi, ma davanti a un nome prendono -는. Vale per tutta la famiglia di 있다/없다, larga e frequentissima. Trappola: 맛있다 e 재미있다 contengono un 있다 nascosto — niente ㄴ.
| 맛있는 음식 | un piatto buono |
| 재미있는 영화 | un film divertente |
| 없는 사람 | qualcuno che non c'è |
| ✗ — sbagliate tutte e due: 있다 vuole 는, 예쁘다 vuole ㄴ |
-는 것 trasforma la proposizione in un nome
Metti 것 dopo una forma determinante e il blocco diventa un nome: così il coreano dice mangiare, quello che voglio. L'italiano usa l'infinito, senza marca, o quello che davanti; il coreano posa 것 dietro. Parlando 것 diventa 거 e si fonde con le particelle.
| 먹는 것을 좋아해요. | Mi piace mangiare |
| 먹는 거 좋아해요. | la stessa frase, parlata |
| 한국어 배우는 게 재미있어요. | Imparare il coreano è divertente — 것이 → 게 |
| 제가 원하는 건 이거예요. | Quello che voglio è questo — 것은 → 건 |
Leggere una proposizione lunga
Le determinanti possono avere un soggetto proprio, e allora la frase si carica all'inizio. Regola di lettura: trova il nome alla fine e leggi all'indietro.
| 제가 어제 읽은 책 | il libro che ho letto ieri — 제가 è soggetto di 읽은, non della frase principale |
| 옆집에 사는 사람 | la persona che abita qui accanto |
| 어제 친구가 준 선물 | il regalo che mi ha fatto un amico ieri |
Lì 제가 è il soggetto della proposizione piccola, non della frase: spuntano due soggetti e chi comincia perde il filo. In italiano che annuncia la relativa; in coreano il confine lo segna solo la terminazione.
Cinque da mandare a memoria
예쁘는 사람→ 예쁜 사람 — gli aggettivi prendono ㄴ, non 는; la famiglia di 있다/없다 è l'eccezione맛있은 음식→ 맛있는 음식 — 있다 non prende mai ㄴ- 읽는 책 per il libro che ho letto → 읽은 책
먹은 것을 좋아해요per mi piace mangiare → 먹는 것을 — un'abitudine si dice al presente- Aspettare una parola per che o cui: non esiste, e aspettarla ti blocca
È il muro fra principiante e intermedio, e cade ascoltando più che studiando: qualunque serie parlata ti mette davanti 읽은/읽는/읽을 decine di volte.
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